cos'e' un
trattamento reiki?

 

 

 

 

 

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Cos'è un Trattamento Reiki

domande e risposte

 

DOMANDA:
Ho sentito dire che ci sono due modi per ricevere Reiki. Quali sono?

RISPOSTA:
Ci sono due modi ben distinti di fare esperienza con il Metodo Reiki: il primo consiste nell'iniziazione - chiamata anche armonizzazione o attivazione - che permette ad una persona, durante un seminario di 1 o 2 giorni, di diventare per tutta la vita un canale dell'energia Reiki: da quel momento l'Energia Universale scorre in lei e può essere usata per autotrattarsi o trattare persone, animali, piante, cibo, cristalli, farmaci, etc. Inoltre Reiki, in modo molto naturale, dà alla persona iniziata stimoli di consapevolezza, di presenza, di contatto con la propria dimensione spirituale ed è proprio questo che fa del Metodo qualcosa di straordinario.
L'altro modo di fare esperienza con il Metodo di Usui è quello di ricevere uno o più trattamenti (la cui durata può essere assai variabile, ma di solito si sviluppa in periodi di un'ora circa) da una persona armonizzata ad uno dei vari Livelli Reiki.

DOMANDA:
E un tipico Trattamento Reiki in cosa consiste?

RISPOSTA:
Il ricevente viene fatto sdraiare su una superficie comoda (un lettino terapeutico fisso, mobile, un tatami - evitando letti o divani). E' opportuno usare anche un velo di carta sanitaria per una questione di igiene.
A questo punto, l'operatore che è una persona iniziata al Reiki canalizza l'Energia Universale, in modo amorevole e rispettoso, attraverso una delicata imposizione delle mani sul ricevente.

DOMANDA:
E mi devo spogliare per questo?

RISPOSTA:
Assolutamente no! Reiki è così potente da passare agevolmente attraverso i vestiti; inoltre è una pratica che si basa sulla sobrietà e sul rispetto del prossimo e capisci bene che se ci si dovesse spogliare questo potrebbe dare adito a grossi fraintendimenti nonché imbarazzo e impossibilità a rilassarsi.

DOMANDA:
Allora Reiki non è un massaggio? E il contatto può avvenire su parti intime?

RISPOSTA:
No, Reiki non è un massaggio, è trasmissione energetica! Reiki prevede un contatto minimo, delicato, rispettoso. La mano si appoggia sul ricevente con una forza che potresti quantificare in circa 5 grammi di peso: pur essendo delicato, è tuttavia un appoggio; occorre evitare, infatti, che la mano, indecisa, tremi, in quanto disturberebbe il rilassamento.

E' opportuno che l'operatore eviti di trattare parti intime attraverso il contatto con le mani, salvo diversi accordi preventivi tra il ricevente e l'operatore - per motivi teraputici. Essendo infatti possibile trattare a livello energetico anche senza toccare la persona (mantenendo la mano sospesa a circa 5-10 cm. dal corpo del ricevente) il contatto diretto con le parti intime risulta del tutto superfluo; e in ogni caso sarebbe fuorviante, imbarazzante e per nulla professionale.

DOMANDA:
E mentre l'operatore mi impone le sue mani, io cosa devo fare?

RISPOSTA:
In realtà nel Reiki non si deve fare niente; puoi fare quello che ti senti al momento. E' consigliabile tuttavia sfruttare l'elevata capacità distensiva e rilassante dell'Energia Universale per sciogliere le proprie tensioni fisiche, alleggerire i propri carichi mentali ed emozionali: in poche parole lasciati andare il più possibile al piacere del relax fine a se stesso. Potresti scoprire addirittura di addormentarti dopo pochi minuti. Il tuo organismo utilizza Reiki non solo per riequilibrarsi, ma anche per rigenerarsi.

DOMANDA:
Allora mi conviene stare in silenzio durante la seduta Reiki?

RISPOSTA:
In effetti il tuo silenzio ti permette di prendere maggiormente contatto con te stesso, in un contesto mirato in cui per definizione sei fuori dai ritmi frenetici del vivere quotidiano. Per un oretta lascia che il mondo corra pure senza di te.
E il tuo silenzio permette anche all'operatore di mantenersi concentrato e presente, sfruttando così in modo completo le potenzialità del Metodo Reiki.

DOMANDA:
Vuoi dire che se l'operatore si distrae non è più un buon canale Reiki?

RISPOSTA:
In un certo senso questo ha del vero. Vedi, l'energia Reiki vibra ad una ferequenza altissima; questo significa che l'operatore ti trasmette, in quanto tramite, un'energia di altissima "qualità", indipendentemente dal Livello (Primo, Secondo o Terzo) che ha frequentato. Ciò che cambia invece, è la "quantità" con cui questa energia viene trasmessa. Ma non è necessariamente più forte progredendo coi livelli, quanto piuttosto è forte nella misura della presenza dell'operatore. Quanto più l'operatore fa il vuoto in sé e attraverso il silenzio e l'ascolto si rende disponibile all'energia, tanto più essa passa.

DOMANDA:
E c'è differenza nel ricevere Reiki da un operatore piuttosto che da un altro?

RISPOSTA:
Anche in questo caso la risposta è affermativa. Noi possiamo provare "simpatia" o "antipatia" per gli altri esseri umani, al di là del fatto che essi siano o meno "brave persone". Ciò può accadere sia a livello conscio che inconscio (quasi mai, in effetti, siamo consapevoli dei nostri pregiudizi) e questo pertiene a un fatto mentale. Oltre a questo esiste il "corpo energetico", ovvero la precisa impronta energetica che ognuno di noi ha. Quando un corpo energetico incontra corpi energetici simili, per risonanza percepiamo una sorta di affinità, di simpatia, traducibile anche come benessere; quando avviene il contrario percepiamo una fastidiosa distonia, un senso di incompatibilità (una sorta di "antipatia" energetica).
In sostanza siamo tutti diversi e non è possibile che ad ognuno "piacciano" tutti gli altri. Così anche nel Reiki capita di trovarsi molto bene con un operatore e meno bene con un altro. Duemila anni fa qualcuno diceva: "Siate vigili!" e questa è proprio la nostra risorsa; essere presenti a se stessi, saper ascoltare, individuare le diverse energie e dare espressione a ciò che ci risuona.

DOMANDA:
Ma il mio maestro Reiki mi ha detto che Reiki è un'energia pulita e che ogni operatore trasmette questa energia pulita. Come posso conciliare questo con quanto hai appena affermato?

RISPOSTA:
Ciò che ti è stato detto nasce da una tradizione New Age occidentale piuttosto intrisa di buonismo e, francamente, un po' aliena alla tradizione Reiki giapponese, la quale è invece collegata ai samurai, alle arti marziali, ad una visione olistica dell'essere umano il quale cresce grazie alla presenza, all'impegno, alla disciplina.
Il buonismo rimane, per certi versi, un grosso ostacolo allo sviluppo umano, in quanto figlio dell'ignoranza, del pregiudizio e, molto probabilmente, parte di un preciso progetto di manipolazione diffuso attraverso la socializzazione... ma questo è un altro argomento.
Torniamo al trattamento. E' facile accettare che vi possano essere operatori che ci infondono più fiducia e serenità di altri. Quindi, la "medesima qualità" di Reiki, trasmessa da persone diverse, viene giocoforza recepita in modo diverso. Il sorriso di una persona solare lo accetto con piacere e lo vivo con gratitudine; il sorriso di una persona negativa tendo a percepirlo come un ghigno e lo vivo con sospetto e sfiducia. Entrambi hanno sorriso: cambia la mia percezione.

L'energia non può prescindere da chi ne è tramite!

Questo vale anche per la stessa persona in due momenti diversi. Quando l'operatore sta bene, anche l'energia viene trasmessa meglio (per una questione di risonanza: il simile attira il simile); quando quell'operatore ha la febbre alta e si sente conseguentemente, pur continuando a trasmettere Reiki purissimo, trasmette in parte anche ciò che è e rappresenta di sé in quel dato momento: ovvero il suo malessere! Non si può staccare la spina da se stessi.
Ne consegue che l'affermazione che "ogni operatore Reiki trasmette sempre energia pulita" va specificata in modo più esauriente, altrimenti rischia di farci andare alla deriva dello sterile buonismo a tutti i costi.

DOMANDA:
Adesso ho le idee più chiare. Credo di sentire il bisogno di rispolverare quella presenza e qull'attenzione che mi eviteranno di percorrere sentieri che in realtà non ho alcuna intenzione di percorrere, come per esempio finire tra le mani di una setta.

RISPOSTA:
Ben detto! Reiki è una via per trovarsi, non un sentiero in cui perdersi. Reiki è una strada con un cuore; una strada su cui si può camminare con sobrietà e sano entusiasmo. Reiki, quando è ben gestito, non dà alcuna dipendenza: è totalmente libero. Reiki non guariscè alcunché in sé e per sé, ma stimola ogni individuo a ristabilire nel suo organismo il massimo equilibrio energetico al fine di attivare tutto il potenziale di autoguarigione. E stimola il risveglio dello spirito, quel contatto con l'Anima, quella presenza, quella consapevolezza che sono autentica espressione di spiritualità.

DOMANDA:
Bene! Torniamo a questioni più tecniche: a chi è indicato il Reiki? chi può trarne beneficio?

RISPOSTA:
Mikao Usui, padre del Metodo Reiki, diceva che ricevere questa energia è una sorta di benedizione, intendendo con questo una accezione molto pratica. Più Reiki si riceve, diceva Usui, meglio è! Reiki è facile da imparare, in quanto molto semplice. Esso funge da supporto e da integrazione a tutti i metodi medico-terapeutici. Riattiva e accelera i processi naturali di autoguarigione; dà aiuto a livello fisico, a livello mentale, a livello emozionale e a livello spirituale. E' efficace contro lo stress, favorisce il rilassamento, dona vitalità e gioia di vivere. E' consigliato come coadiuvante di qualunque processo di guarigione.

DOMANDA:
E quante sedute occorrono per sentirne i benefici?

RISPOSTA:
Una seduta (di un ora circa) fa molto e la persona con un minimo di sensibilità può già coglierne gli effetti, sia nella veglia che nella qualità del sonno. Naturalmente, 4-5 sedute creano un effetto cumulativo capace di convogliare assai più efficacia nell'ottica di ristabilire il benessere psico-fisico. In definitiva, il numero di sedute varia in proporzione alle problematiche che si intende affrontare.

DOMANDA:
Con che cadenza vanno effettuate le sedute di trattamento Reiki?

RISPOSTA:
Questo è estremamente variabile. Una volta ogni tanto se si vuole favorire distensione e rilassamento, quindi come semplice antistress. A cadenza più fitta qualora si voglia utilizzare l'energia come coadiuvante di specifici processi di guarigione: in questi casi le sedute possono essere anche quotidiane.

DOMANDA:
L'operatore di un Trattamento Reiki ci fa una diagnosi?

RISPOSTA:
Assolutamente no! L'operatore energetico potrebbe anche essere un medico, ma la maggior parte delle volte è semplicemente una persona senza alcuna competenza medica che mette a disposizione il suo tempo per favorire il benessere altrui. Nessuno, oltre al medico è autorizzato ad effettuare diagnosi, a prescrivere farmaci (o suggerirne la sospensione) o ad usare sostanze medicamentose: l'operatore Reiki si deve dunque astenere rigorosamente da questo tipo di ingerenza.

DOMANDA:
Ok, ma l'operatore mi potrà pur dire che cosa ha percepito durante il trattamento. O no?

RISPOSTA:
Come abbiamo visto prima, è importante per entrambi, operatore e ricevente, mantenere un contesto tranquillo e silenzioso, tuttalpiù con della buona e rilassante musica di sottofondo.
Al termine del trattamento, l'operatore, con molta discrezione, sobrietà e professionalità può dare voce a quanto la sua sensibilità ha manifestato durante il trattamento stesso, ricordando che le sue sensazioni non hanno carattere di obiettività assoluta, quanto piuttosto di semplici indicazioni.

 

 

 

 

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